Consorzio Sgai,
azienda operante nel settore dell’Ecosisma Bonus 110%

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Laureati in Economia Gestionale ed Ingegneria Gestionale tra i 24 ed i 28 anni con il massimo dei voti, residenti in Campania anche senza esperienza per gestione processi aziendali e/o personale per percorso di crescita veloce ed importante.

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segreteriacommerciale@consorziosgai.it

Il consorzio SGAI vanta una rete commerciale di circa 2000 agenti su tutto il territorio nazionale. Nell’ottica di un ulteriore ampliamento della nostra rete abbiamo organizzato una serie di convegni dove sarà possibile partecipare gratuitamente ed entrare nel team SGAI.

Per confermare l’adesione inviare una mail a: convegni@consorziosgai.it

Date Convegni 2021

15 Gennaio
18 Febbraio
18 Marzo
19 Aprile
18 Maggio
18 Giugno
19 Luglio

Gli eventi sono gratuiti è obbligatoria la prenotazione a mezzo email.

Il decreto Rilancio, nell’ambito delle misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, ha incrementato al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli
elettrici negli edifici (cd. Superbonus).
Le nuove disposizioni che consentono di fruire di una detrazione del 110% delle spese, si aggiungono a quelle già vigenti che disciplinano le detrazioni dal 50 all’85% delle spese spettanti per gli interventi di:

• recupero del patrimonio edilizio, in base all’articolo 16-bis del Tuir inclusi quelli di riduzione del rischio sismico (cd. sismabonus) attualmente disciplinato dall’articolo 16 del decreto legge n. 63/2013

• riqualificazione energetica degli edifici (cd. ecobonus), in base all’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013. Per questi interventi, attualmente sono riconosciute detrazioni più elevate quando si interviene sulle parti comuni dell’involucro opaco per più del 25% della superficie disperdente o quando con questi interventi si consegue la classe media dell’involucro nel comportamento invernale ed estivo, ovvero quando gli interventi sono realizzati sulle parti comuni di edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 o 3 e sono finalizzati congiuntamente alla riqualificazione energetica e alla riduzione del rischio sismico.

Altra importante novità, introdotta dal decreto Rilancio, è la possibilità generalizzata di optare, in luogo della fruizione diretta della detrazione, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (cd. sconto in fattura) o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

Tale possibilità, infatti, riguarda non solo gli interventi ai quali si applica il cd.
Superbonus ma anche quelli:
• di recupero del patrimonio edilizio2
• di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti
• per l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

Trattandosi di una normativa di particolare favore, in aggiunta agli adempimenti ordinariamente previsti per le predette detrazioni, ai fini dell’esercizio dell’opzione, per lo sconto o cessione, il contribuente deve acquisire anche:
• il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta, rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) nonché dai CAF
• la asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico, – da parte, rispettivamente, dei tecnici abilitati al rilascio delle certificazioni energetiche e dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico per gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico – che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati, in accordo ai previsti decreti ministeriali.

Il decreto Rilancio, nell’ambito delle misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, ha incrementato al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli
elettrici negli edifici (cd. Superbonus).
Le nuove disposizioni che consentono di fruire di una detrazione del 110% delle spese, si aggiungono a quelle già vigenti che disciplinano le detrazioni dal 50 all’85% delle spese spettanti per gli interventi di:

• recupero del patrimonio edilizio, in base all’articolo 16-bis del Tuir inclusi quelli di riduzione del rischio sismico (cd. sismabonus) attualmente disciplinato dall’articolo 16 del decreto legge n. 63/2013

• riqualificazione energetica degli edifici (cd. ecobonus), in base all’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013. Per questi interventi, attualmente sono riconosciute detrazioni più elevate quando si interviene sulle parti comuni dell’involucro opaco per più del 25% della superficie disperdente o quando con questi interventi si consegue la classe media dell’involucro nel comportamento invernale ed estivo, ovvero quando gli interventi sono realizzati sulle parti comuni di edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 o 3 e sono finalizzati congiuntamente alla riqualificazione energetica e alla riduzione del rischio sismico.

Altra importante novità, introdotta dal decreto Rilancio, è la possibilità generalizzata di optare, in luogo della fruizione diretta della detrazione, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (cd. sconto in fattura) o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

Tale possibilità, infatti, riguarda non solo gli interventi ai quali si applica il cd.
Superbonus ma anche quelli:
• di recupero del patrimonio edilizio2
• di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti
• per l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

Trattandosi di una normativa di particolare favore, in aggiunta agli adempimenti ordinariamente previsti per le predette detrazioni, ai fini dell’esercizio dell’opzione, per lo sconto o cessione, il contribuente deve acquisire anche:
• il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta, rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) nonché dai CAF
• la asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico, – da parte, rispettivamente, dei tecnici abilitati al rilascio delle certificazioni energetiche e dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico per gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico – che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati, in accordo ai previsti decreti ministeriali.

Il consorzio Sgai nasce nel 2019 per offrire alle imprese soluzioni adatte alle proprie esigenze.

E’ costituito da imprenditori e professionisti altamente qualificati che pongono la loro esperienza e professionalità al servizio dei clienti.

Elementi distintivi 

Gestire le attività con i più elevati standard di efficienza e di funzionamento imposti dai mercati finanziari

Fornire una consulenza a 360° che accompagna il cliente fino al raggiungimento del suo obiettivo

Struttura consolidata, equilibrata ed esperta orientata al conseguimento dei risultati

Capacità di risposta tempestiva a problematiche complesse

Presenza di un team affiatato, funzionale e qualificato di collaboratori, orientato alla condivisione di know how e scambio di conoscenze.

Uso di modelli gestionali sistematici e affidabili

L’economia globale sta attraversando un momento molto delicato. La pandemia ha messo in discussione un sistema in crescita, un sistema legato alla socializzazione, al libero scambio. Ma cosa sta accadendo? Quali sono gli scenari futuri? Come affrontarli, in quale direzione bisogna andare? Tanti i quesiti che abbiamo affrontato con Giuseppe Incarnato, Ceo di IGI INVESTIMENTI GROUP, investitore industriale e gruppo leader nel supporto alle medie e piccole imprese.

A causa della pandemia l’economia globale, ormai da mesi, vive un momento complicatissimo. Quali sono i rischi maggiori in questo periodo storico?

“La pandemia mette in discussione il nostro sistema di socializzazione globale che, oltre alla pura valenza economica del libero scambio, assicura un fenomeno sociologico fondamentale per la riduzione dei conflitti globali mediante la familiarizzazione tra persone con valori culturali, religiosi ed economici molto diversi tra loro.

Il distanziamento sociale imposto con la pandemia allontana questo processo e si vedono già in giro fenomeni di episodi nazionalistici e, sotto il profilo economico, autarchici. Tutto questo clima di chiusura delle relazioni internazionali tra persone comuni, per investitori con profilo internazionale come IGI INVESTIMENTI GROUP, rappresenta un pericolo ed una minaccia strategica da scongiurare con ogni mezzo e ad ogni costo”.

Cosa immagina per il futuro? Quali i settori sui quali si potrebbe investire e quali, invece, potrebbero andare incontro ad ulteriori perdite?

“Ipotizzo un rapido ritorno alla normalità a condizione che la classe politica mondiale condivida, coordinandosi, di offrire un messaggio di coraggio e pragmatismo che porti ad applicare tutte le prescrizioni necessarie a ridurre il contagio e gestire in efficienza le cure necessarie ai pazienti con sintomi gravi e non.

Non vedo un’alterazione strutturale dei settori economici su cui investire. Non vedo soluzioni post-apocalittiche. Vedo solo che dobbiamo accelerare il ritorno alla normalità del vivere ante COVID-19. Era un mondo che abbiamo scelto e che ci dava soddisfazione.

Abbiamo il dovere, come classe dirigente, di superare il concetto “della immobilità per paura” per applicare il principio dell’ atteggiamento responsabile che consentirebbe di fare ogni cosa nel rispetto delle prescrizioni mediche imposte.

Non vi è dubbio che finché permane il concetto della immobilità non vi sono settori economici protetti nel lungo periodo, neanche quelli dell’industria alimentare.

Occorre uscire dallo stallo del “grilletto facile” sul  lockdown che è devastante sotto tutti i punti di vista: economico, sociale e delle libertà individuali. Io immagino un futuro a breve …..normale.

Ci vuole più unità e direzione condivisa. Troppe voci fuori dal coro da parte delle comunità scientifica e troppa confusione.

Basti pensare che anche sulle famose mascherine chirurgiche non vi è unità. Non vedo perché non si rendono obbligatorie le mascherine chirurgiche monouso a tre strati che funzionano realmente solo se tutti le indossano uguali. Invece vedo tanta fantasia ed eccentricità su un dispositivo medico che tale deve essere. Eccentricità che mette in pericolo la salute e crea un spaccatura tra ricchi che indossano le FFP2 e poveri che indossano ogni tipo di copribocca solo per evitare le multe”.

Uno strumento al quale molti cittadini stanno ricorrendo è l’eco bonus.

“Tra le politiche di stimolo all’economia stagnante di questo periodo quasi tutti i paesi europei hanno varato benefici straordinari a quella industria che assicura un rapido assorbimento di forza lavoro. Stiamo parlando della industria edile.

Prevedere un credito di imposta pari al 110% dei lavori eseguiti per efficientamento energetico e consolidamento statico degli edifici è una misura molto efficace.

Personalmente preferisco quanto varato in via analoga dal governo Francese che ha posto al centro del processo l’industria edile effettivamente liberandola di orpelli burocratici che invece in Italia stanno ritardando la spinta economica.

In ogni caso il potenziale della misura in Italia può valere anche 500 miliardi di euro di PIL in un anno se non ci complichiamo la vita”.

Parliamo degli imprenditori, dei commercianti, degli autonomi. Il Governo, a suo avviso, sta andando nella giusta direzione o si potrebbe fare di più?

“Le misure adottate dal Governo italiano sono encomiabili. Temo sempre il principio di dirigismo che si sta applicando e che non alimenta il confronto tra le diverse forze politiche. Auspicherei un dialogo permanente tra le diverse forze partitiche per offrire al paese le migliori soluzioni di unità nazionale possibile.

Penso che si potrebbe fare di più per sostenere l’industria e l’impresa. Anche senza misure prettamente economiche ma più normative.

Oggi parte delle strutture dello Stato è slegato dal contesto della crisi economica attuale.

Fossi il governo prevederei una moratoria alle piccole e medie imprese sull’applicazione della normativa del contenzioso tributario e fallimentare fino al tutto il 12/2021, in modo che l’imprenditore possa concentrarsi sul rilancio e riposizionamento dell’azienda reagendo alla crisi con l’innovazione ma senza il freno di una normativa punitiva in Italia sul fare impresa. Su questo punto va detto che il COVID-19 ha acuito un deficit di normativa già presente in Italia che ha portato molte aziende ad espatriare ed importanti multinazionali ad andare via dal nostro Paese. Non basta gridare e battere i pugni se nel giro di un anno multinazionali tedesche, indiane brasiliane e statunitensi come la THYSSENGROUP, ARCELOR MITTAL, EMBRACO ed ultima la WHIRPOOL vanno via dall’ITALIA e la ex FIAT (FCA) ormai è uscita definitivamente dall’Italia. Occorre affrontare l’atteggiamento punitivo e di sospetto che si ha verso l’impresa e l’imprenditore che in Italia non riesce ad essere debellato”.

Come Ceo di Igi ha messo a disposizione del Consorzio Sgai 4 milioni di euro al mese. Un progetto importante che guarda al futuro.

“IGI INVESTIMENTI GROUP sta sostenendo convintamente gli operatori privati che si stanno impegnando nello sviluppo dell’industria edilizia trainata dalle previsioni dell’ECOSISMABONUS.

In questo contesto in ITALIA abbiamo programmato di acquistare crediti di imposta per un totale di 400.000.000 di euro derivanti da lavori edili ai sensi dell’ecosismabonus e nello specifico, posto che mi fa la domanda, abbiamo assegnato un plafond al Consorzio SGAI di Napoli di 48 milioni di euro all’anno”.

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